ci stanno in una sola pagina
'); $numero_righe = $foto_tag_totali / $foto_x_riga; /// decide quante righe piene e quante foto in riga vuoto se c' $numero_righe = (int)$numero_righe; $foto_ultima_riga = $foto_tag_totali % $foto_x_riga; $num = 1; // punta la prima $p_totali =1; } else // se le foto sono troppe per la prima pagina { //echo ('
troppe per una pagina
'); $pagine_con_tag_piene = $foto_tag_totali / $max_foto_per_pagina; $pagine_con_tag_piene = (int)$pagine_con_tag_piene; if ( ($foto_tag_totali / $max_foto_per_pagina) == ((int)$pagine_con_tag_piene)) { //echo ('
tutte le pagine sono piene e non c\' pagina mezzo vuota
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C\' una pagina finale non piena
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Relitto Porto Pino ottobre 2012 pag. 1 di 1
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04.10.2012 - Una visita al relitto, Porto Pino - aggiornato 14.10.2012
Accompagnati dalla motovedetta della Protezione Civile di S.Anna Arresi abbiamo avuto il piacere di fotografare e filmare gli scarsi resti di un'antica nave, riemersa - non per la prima volta - dal fondale sabbioso davanti alla seconda spiaggia di Porto Pino. Come riportato dall'Unione Sarda del 03.10.2012, il ritrovamento è stato segnalato dai responsabili dell'ombreggio Luna Beach, che si sono accorti della presenza del relitto mentre rimuovevano le loro boe, data la chiusura della stagione balneare. Sempre l'Unione Sarda scrive il 04.10.2012 che in seguito all'immediato sopralluogo della Capitaneria di Porto e della Soprindendenza ai Beni Archeologici la nave sarebbe da considerarsi posteriore al XIV secolo, in attesa di ulteriori indagini.
Non ci risulta che in questo momento sia possibile datarla in maniera più precisa (l'indicazione "posteriore al 1300" è assai vaga, infatti) o individuarne l'origine. Il relitto riemerge periodicamente dalla sabbia ed è stato già osservato e segnalato varie altre volte in passato. Vaghe dicerie locali lo indicano persino come relativamente recente (prima metà XX secolo) e di nessun valore ("barcone da pesca", "nave arenata e abbandonata che trasportava farina" etc.), mentre un anziano pescatore (Unione Sarda 06.10.2012) lo indica come nava antica contenente a suo tempo anche anfore e ne rivendica personalmente la segnalazione nel 1989 (relitto al punto 3; se è corretta la profondità di 10 metri segnalata nel 1989, la rivendicazione appare avventurosa, data l'enorme discrepanza con l'irrisoria profondità di 1,3 metri - a 50 metri dalla riva - dei resti di cui parliamo).

Veniamo alla nostra osservazione del 4 ottobre: nonostante la scarsa profondità di poco più di un metro (i resti venivano anche in quel momento visitati tranquillamente a nuoto da vari bagnanti con maschera e pinne) abbiamo preferito utilizzare gli autorespiratori per una mano più ferma e maggiore dettaglio, vista anche l'onda di scirocco che iniziava proprio in quel momento.
Da osservatori profani, gli elementi più interessanti ci paiono, oltre al sistema di ordinate ed elementi di scafo pesantemente intaccati dall'opera secolare del mare e delle teredini, un argano di legno e ferro (la cui parte superiore pare ancora sotto la sabbia) e una grossa catena di ferro a maglie larghe. L'argano reca ancora un paio di giri di ciò che potrebbe essere o una catena di modesto spessore o una grossa cima completamente concrezionata da una crosta di sabbia e frammenti conchiglie.

Se vi saranno aggiornamenti, ne daremo comunicazione in questa stessa pagina.

Aggiornamento 06.10.2012: dopo alcuni giorni di scirocco il relitto è un po' meno visibile, parzialmente ricoperto di sabbia; è comunque ancora ampiamente osservabile e viene visitato da moltissimi bagnanti.

Aggiornamento 13.10.2012: inseriamo una nostra personale ipotesi di ricostruzione dell'argano, basata sull'osservazione e da noi illustrata in 3D.

Aggiornamento 22.10.2012: nel servizio di ILLA TV (link: clic qua) con nostre immagini il prof. Bartoloni ha ipotizzato che potrebbe trattarsi di una maòna da sbarco di età napoleonica (inizio XIX secolo)

P.Mattiello, M.Mattiello



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