PORTO PINO e tutta la costa sino a Capo Teulada
spiagge | dune | Candiani e P.Pinetto | Cala Piombo, secca e fondali | C.Teulada | Vacca e Toro | Canale e stagni | Sant'Anna Arresi | numeri utili
:: testo: Paolo Mattiello ::
:: testo: Paolo Mattiello ::
Porto Pino è una delle più belle località di mare della Sardegna meridionale. Situata nel basso Sulcis, appartiene in parte al comune di Sant'Anna Arresi (prima spiaggia e metà della seconda) e in parte al comune di Teulada (altra metà della seconda spiaggia e dune di sabbia). Si affaccia sul Golfo di Palmas, compreso tra l'isola di Sant'Antioco e Capo Teulada, punto più meridionale della Sardegna. Due grandi spiagge di sabbia bianca della lunghezza complessiva di circa 4 KM formano un grande arco, delimitato da un lato dal complesso di grandi dune di sabbia bianca (uno dei più alti e imponenti della Sardegna) e dall'altro dal canale adduttore dei retrostanti stagni e da una serie di splendidi promontori rocciosi e pinete.
Porto naturale usato da millenni come luogo naturale d'approdo per la sua posizione favorevole e la vicinanza con Sant'Antioco (l'antica città fenicia di Sulci), la zona di Porto Pino fu abitata dai fenici (che cominciarono a sfruttarne la costa come cava d'arenaria), quindi dai punici e successivamente - come tutta la Sardegna - fu oggetto di dominazione romana. Di grande interesse naturalistico grazie alla presenza di un complesso di stagni a ridosso delle spiagge, di una rara pineta naturale di pino d'aleppo (che cresce spontaneo solo qua e nell'isola di S.Pietro), dello straordinario complesso di alte dune e di un ambiente in parte incontaminato, d'estate diviene una delle mete privilegiate dei bagnanti del Sulcis e di turisti provenienti da tutta Europa. Sono presenti un campeggio (praticamente dentro la prima spiaggia, ombreggiato da pini), un villaggio vacanze, vari hotel e Bed & Breakfast, bar, ristoranti e pizzerie, alcuni negozi, due diving (centri per immersioni subacquee con bombole, corsi, snorkeling), moltissime case e ville private e naturalmente la NOSTRA SCUOLA VELA. La località non è costituita solo dalle spiagge ma, considerata nel suo insieme, offre le scogliere di Candiani e Punta Menga, le piccole spiagge bianche di Porto Pineddu (Pinetto) e Sa Bua. Spingendosi poco a nord, l'insenatura di Cala Su Turcu e la spiaggia di Cala Sa Barracca (altrimenti detta Portu 'e su Trigu). Inoltre, chi ha la possibilità di usare una barca, d'estate può visitare le selvagge coste dell'enorme poligono militare di Capo Teulada (che inizia dalle dune di sabbia e finisce a Portu Tramatzu) e le sue spiagge bianche.Le spiagge
La spiaggia è un grande arco di 4 Km ma la consuetudine porta a suddividerla in due: la prima e la seconda, separate da un vecchio e diroccato molo di massi e cemento che sino a qualche decennio fa proteggeva ancora uno dei canali adduttori dello stagno retrostante. La prima spiaggia è la più corta (600 metri) e più frequentata grazie alla vicinanza con i parcheggi, la strada e il campeggio (all'interno del quale si può calcare la sabbia della spiaggia stessa). Appartiene per intero al comune di S.Anna Arresi. Durante la stagione estiva è dotata di servizi d'ombreggio, noleggio natanti, chioschi, salvamento a mare ed è anche sede della piccola concessione della nostra sezione LNI, attrezzata di corrodoi di lancio e sfruttata per il ricovero delle barche a vela e lo svolgimento dei corsi stessi. La sabbia, in prevalenza di colore grigiastro, è molto compatta e purtroppo in forte diminuzione a causa dell'erosione e del fatto che tende ad accumularsi nella pineta retrostante, formando piccole dune a ridosso della pineta. La prima spiaggia è soggetta a mareggiate di libeccio (in inverno e primavera) che talvolta provocano accumulo di enormi quantità di foglie morte di posidonia (chiamate impropriamente "alghe") tanto da renderne necessaria, in alcune annate, la rimozione con mezzi meccanici permettere la fruizione della spiaggia d'estate da parte dei bagnanti. Posidonia che, ricordiamo, in grandi quantità è indice di grande pulizia e salute del mare che la ospita e, accumulata sulla spiaggia, è del tutto naturale, anzi, riveste un importante ruolo di protezione della spiaggia e il fastidio che provoca è solo di natura estetica e la sua rimozione, necessaria per favorire l'economia di carattere turistico, favorisce qua - come in qualsiasi altra spiaggia - l'erosione dell'arenile. La seconda spiaggia è molto più estesa e stretta ed ha la sabbia molto più bianca. Divisa a metà tra i comuni di S.Anna Arresi (CI) e Teulada (CA), è lunga 2,5 Km )misurati dal molo all'inizio delle dune) oppure 3,3 Km se vi si comprendono le dune stesse (anche se si tende a considerarle come parte a sé stante, quasi una "terza" spiaggia). Assieme alla sua pineta, forma la sottile striscia di terra e sabbia che separa gli stagni dal mare, che qua è ancora più cristallino. Sino a qualche decennio fa, la "seconda" fa rimaneva quasi deserta anche d'estate a causa della lunghezza e della mancanza di accessi diretti e servizi, mentre ora è frequentata molto di più per via della crescente presenza di ombreggi e chioschi e soprattutto in virtù di un accesso diretto che, attraverso gli stagni, porta le automobili a poche centinaia di metri dalle dune. Da questa spiaggia si vedono completamente, all'orizzonte, la vicina isola di Sant'Antioco e i due isolotti della Vacca e del Toro. Verso la fine della spiaggia, presso un vecchio e ormai chiuso sbocco dello stagno (sono tuttora presenti dei ruderi di strutture di pesca e di canalizzazione) la spiaggia si allarga considerevolmente e iniziano le dune. In questa parte della spiaggia, meno ridossata della prima e più direttamente esposta al moto delle onde, si trovano moltissime conchiglie e, quando sopravvivono al calpestio dei bagnanti, i caratteristici fragili e candidi gusci di ricci di prateria (spatangi); inoltre, non è raro incappare in legno portato dal mare, e in alcuni tratti è realmente abbondante la presenza sulla battigia di minutissimi frammenti di conchiglie e corallo accumulati dalla risacca, che la colorano di rosa.Le dune di sabbia, o sabbie bianche
Le dune di sabbia, dette semplicemente dune, o sabbie bianche, o montagne di sabbia, Is Arenas Biancas (sabbie bianche, in sardo) iniziano a 2,5 Km dal molo tra le due spiagge e si estendono per circa 800 metri. Vero simbolo di Porto Pino, appartengono interamente al comune di Teulada (CA) come parte della spiaggia che le precede. Molto alte (si stima che in certe annate raggiungano una trentina di metri, mentre solitamente sono alte una ventina) e dalla sabbia realmente candida e abbagliante, molto sottile, di origine quarzosa, create nei millenni e modellate dal maestrale, appartengono al grande poligono militare di Capo Teulada. Del tutto inaccessibili sino a qualche decennio fa sin dal loro inizio (erano presenti cavalli di frisia e filo spinato che interrompevano la spiaggia) ma comunque da sempre frequentate, con discrezione, almeno d'estate, da pochissimi anni è stato liberalizzato (in estate) l'accesso alla spiaggia che le contiene (un tratto di 800 metri); in pratica, non alle dune stesse, in quanto è fatto divieto di salirci sopra. Dal 2007 è stato eccezionalmente aperto un accesso (a pagamento) che porta le automobili in prossimità delle dune attraverso la zona militare stessa, con entrata sulla strada provinciale tra S.Anna Arresi e Teulada. Nonostante sia sempre stato fatto con naturalezza (arrampicarsi almeno una volta sulla sommità delle dune per contemplare panorama ineguagliabile e scattare fotografie è sempre stato un fatto rituale e irrinunciabile, a Porto Pino), è vietato salirvi sopra e negli ultimi anni (2008, 2009) tale divieto si è alquanto inasprito per via di sorveglianza più assidua (un tempo, inesistente). Vi abbondano spettacolari ginepri secolari, piante come sparto (giunchi), la calcatreppola (il caratteristico arbusto spinoso che cresce sulla sabbia) e l'euforbia e talvolta emergono dalla sabbia scheletri di tronchi di pini e ginepri sepolti da secoli. Dietro il complesso di dune e di ginepri inizia sul vero senso della parola (alto muro e filo spinato) il poligono militare di Capo Teulada (Centro Addestramento Unità Corazzate), sfruttato per quasi tutto l'anno da forze internazionali NATO per addestramento e guerre simulate, nel quale è possibile incontrare diverse tipologie di terreno e di costa. Anche sulle dune, se si sceglie di infrangere il divieto e di salirvi sopra, occorre fare comunque attenzione alla possibile - comunque assai rara - presenza di residuati di vecchie esercitazioni, riportati in superficie dai cambiamenti operati dal vento (sino ad almeno venticinque anni fa era possibile talvolta vedere qualche carro armato transitare sulle dune anche d'estate). Altra caratteristica è la presenza di miriadi di grossi ciottoli di granito scuro, levigatissimo, con cui è tradizione (peraltro, da molte persone considerata uno sfregio estetico) di comporre gigantesche scritte sulla dune stesse. Le dune si riconfigurano continuamente, di anno in anno. Alcuni decenni fa tempo erano più alte e concentrate, ora (primo decennio 2000) sono più estese come ampiezza e leggermente più basse. È opinione corrente che stiano sempre peggiorando in tal senso e si stiano abbassando sempre più, ma consultando le fotografie degli ultimi 50 anni i cambiamenti sembrano abbastanza ciclici e, di sicuro, ci sono state annate in cui erano basse e più estese in lunghezza come lo sono ora. La pineta e la batteria Candiani, Portu Pineddu (o Porto Pinetto), Cala Su Turcu, Portu su Trigu
Punta Menga e Candiani - Dal canale, che delimita destra (guardando il mare) la prima spiaggia, verso destra comincia una costa rocciosa (in prevalenza d'origine sedimentaria: dolomie, arenaria, calcare) ricoperta da una rigogliosa e fitta pineta. La prima punta consistente, Punta Tonnara, reca a livello dell'acqua la cosiddetta Grotta dei Baci, sovrastata da un gradino di roccia alto circa 13 metri e usato da improvvisati tuffatori in relativa sicurezza grazie alla profondità dell'acqua, circa 6 metri. Dopo questa punta, compresa tra l'altra grande punta (Punta Menga) si estende una costa rocciosa abbastanza bassa con vari accessi diretti all'acqua, zona nota come "Candiani". Il nome deriva dalla batteria antiaerea-antinave intitolata all'Ammiraglio Camillo Candiani situata sopra Punta Menga. Sono ancora visitabili i bunker di cemento armato, diroccati, e trincee e camminamenti scavati nella roccia. Il sistema di bunker fu costruito (così come la strada selciata per raggiungerlo) alla fine degli anni '30 del XX secolo per difendere il porto di Sant'Antioco - da là perfettamente visibile - durante la guerra dalle incursioni degli aerei. Altre informazioni in questo sito. Secondo alcune fonti non verificabili, presso Punta Menga, nei dintorni di una delle piazzole di tiro della Candiani, un tempo esisteva una torre costiera, a sua volta sorta probabilmente su un nuraghe preesistente. La costa di Candiani è in alcuni punti bassa e accessibilissima da terra attraverso la pineta e numerosi sentieri, anche in automobile sino a poche decine di metri dal mare, e per questo è frequentata da bagnanti e subacquei. La costa dopo Punta Menga, alta e accessibile con difficoltà, è meta di pescatori a canna, pescatori subacquei e appassionati di immersioni con bombole. Il fondale, ricco di anfratti e fondale di tipo grotto, scende sino ad una piana di 23-25 metri di posidonia attraverso spettacolari canyon (sui 17-20 metri), spesso comunicanti tra loro attraverso cunicoli visitabili e abitati da varie specie di pesci (saraghi, cernie, orate) e di organismi vari (spugne, alghe, briozoi, ascidie, vermi di tanti tipi (spirografi, bonellie), molluschi e qualche nudibranco) e pesci di passo (cefali, ricciole, lucci). Al largo di Punta Tonnara e Punta Menga sono presenti alcune grosse vecchie ancore metalliche di periodo imprecisabile e alcuni relitti di varie epoche, dai fenici al medioevo, difficilmente localizzabili.Porto Pineddu/Pinetto e Cala Sa Barracca (Portu 'e su trigu) - Dopo l'alta costa di Punta Menga si apre una piccola e bellissima spiaggia di sabbia bianca, chiamata Portu Pineddu in dialetto (o Porto Pinetto secondo le carte IGM e cartografia ottocentesca (Atlante La Marmora), o in alternativa cala di Punta Menga), esposta al maestrale e conseguentemente riparatissima dallo scirocco. La spiaggia viene ciclicamente distrutta e ricreata dalle mareggiate invernali di libeccio, che la flagellano apertamente. Una serie di case private poco distanti dal mare caratterizza questo tratto di costa, che alterna sabbia (la cosiddetta Spiaggia dei Francesi, o Sa Bua), rocce basse, qualche promontorio, sino alla cala di Cala Sa Barracca (secondo carte IGM), nota e segnalata localmente come Portu 'e su Trigu, passando per l'insenatura rocciosa Cala 'e su Turcu. In questa zona, proprio a ridosso del mare, abbondano vigne le cui uve vengono lavorate dalla Cantina di Santadi e dalle recenti Cantine Mesa per la produzione di noti ed pregiati vini.
Oltre Porto Pino, verso Teulada: la costa di Cala Piombo
La costa che inizia dalle dune in poi, in territorio di Teulada, prima bassa poi via via crescente in altezza, è inaccessibile per tutto l'anno e aperta al solo transito delle imbarcazioni (comunque vietato permanentemente lo sbarco e l'ancoraggio) poichè in zona militare; dopo varie spiaggette di sabbia o ciottoli (Cala Passo a Mare, S'Arrespiglia, Zafferaneddu, Perda Rosa, Punta delle Canne) e calette incastonate nelle falesie di rocce vulcaniche (Cala Beppe Podda), culmina con la punta di Cala Piombo, che è la ben punta che chiude l'orizzonte a sinistra, guardando il mare dalla spiaggia di Porto Pino. Presso la punta di Cala Piombo è presente un relitto di una piccola nave da pesca di metallo (su un fondo di 7-15 metri), affondata - pare - negli anni '70 del XX secolo. Le rocce di Cala Piombo sono di origine vulcanica (andesiti basaltiche, porfidi, rioliti) e presentano molte grotte a livello del mare, una delle quali abbastanza larga e profonda da essere visitabile in barca. Le alte falesie a strampiombo (da cui, si suppone, il nome, presente già nelle carte settecentesche) sono abitate da uccelli di varie specie, protetti dall'inaccessibilità del luogo. È presente il rudere di un'antica torre costiera (sul crinale) e, vicinissimo al mare (presso Punta delle Canne), il rudere del nuraghe Turritta. Presso la punta di Cala Piombo il fondale scende rapidamente sino ai 30 metri molto vicino alla costa. Si trovano pesci e organismi marini di ogni tipo, soprattutto cernie e anche pesce di passo e pelagico; può capitare l'incontro con ricciole o tonni. Sott'acqua, non è raro imbattersi in qualche residuato bellico e resti di antichi naufragi (innumerevoli cocci d'anfora). Inoltre, è presente il relitto (completamente distrutto) di una barca a vela tragicamente affondata nel 2007. La Secca di Cala Piombo - A circa mezzo miglio dalla punta di Cala Piombo si trova la secca di Cala Piombo, spettacolare formazione rocciosa piramidale col cappello a circa 2 metri (sulla carta nautica, 1,3m) dalla superficie e base a 36 metri. Meta da sempre di pescatori subacquei (è possibile fare degli incontri con pesci di taglia enorme) e di appassionati di immersioni con bombole, nonchè di pescatori al bolentino, è - come tutta la costa tra le dune e l'Isola Rossa - contenuta nella zona militare con le ovvie restrizioni del caso (e per questo non è citata nei libri dedicati alle immersioni in Sardegna). La secca è in una posizione pericolosa; si trova proprio nella zona in cui tende a transitare chi doppia Cala Piombo in direzione di Porto Pino, Porto Botte o Golfo di Palmas, e per questo è stata sede di antichi naufragi, e sicuramente di almeno di uno di epoca imperiale romana: infatti, il fondo è disseminato di cocci d'anfora (ma ormai rimane assai poco a causa del saccheggio degli ultimi 40 anni) e i reperti anforacei e altri rinvenimenti (per esempio, un contrappeso di pietra per antichi attrezzi per la pesca del corallo) sono citati nei manuali di archeologia subacquea (per approfondire l'argomento archeologia subacquea a Porto Pino, clic qua.
La secca di Cala Piombo dal punto di vista naturalistico è un vero e proprio concentrato degli organismi diffusi in questo tratto di mare. A parte pesci (anche di taglia), molluschi e crostacei (un tempo abbondanti e ora in fortissima diminuzione a causa di una pesca sconsiderata), si trovano tantissimi tipi di spugne incrostanti multicolori, briozoi, ascidie, molluschi, ofiure, ricci a spina lunga, spatangi, molluschi e conchiglie di tutti i tipi, falso corallo, vermi e spirografi e soprattutto molti nudibranchi (flabelline, corifelle, vacchette di mare, hypselodoris picta etc.). La corrente è spesso molto forte in superficie, soprattutto col mare in scaduta, mentre sott'acqua è si riesce di norma a contrastarla senza problemi grazie alla conformazione del cappello e alla possibilità di stare sempre molto vicini alla roccia, soprattutto nelle fasi di risalita. La secca è praticamente priva di posidonia quindi tutti gli organismi sono visibili facilmente e, in certe zone riparate, letteralmente colorano la nuda roccia. La secca è disseminata (a Nord) di cocci d'anfora d'epoca romana (come già ricordato, si trova in una posizione pericolosa e sicuramente ha causato svariati naufragi) e purtroppo è piena di corpi morti per palamiti e reti (di solito, blocchetti da costruzione), filaccioni e soprattutto vecchie reti e nasse abbandonate, che diventano inutile trappola mortale per pesci e crostacei. Sono presenti anche alcune grosse ancore di metallo.Oltre Porto Pino: la costa di da Cala Piombo a Capo Teulada e Porto Zafferano
Dopo la punta di Cala Piombo, la baia di Cala Piombo offre spettacolari spiaggette completamente inaccessibili da terra (è comunque vietatissimo sbarcare a terra anche dal mare, essendo tutto in zona militare) incastonate in alte rocce vulcaniche di colore scuro. Vicino alla baia di Porto Cogolidus ci sono alcune brevi grotte a fondo cieco a livello dell'acqua visitabili a nuoto. Poco dopo c'è Cala Aligusta, bellissima insenatura di sabbia grossolana incastonata tra punta Aligusta e Capo Teulada, ridosso preferito da barche a vela e yacht grazie alla posizione riparata e al fondale basso e sabbioso, molto limpido. Presso la punta, è presente una grotta subacquea. A questo punto inizia il grande Capo Teulada, enorme e antichissimo massiccio calcare a stapiombo sul mare alto 223 metri nel suo punto massimo, di straordinario effetto. Punta meridionale della Sardegna, crocevia di forti correnti e di ogni tipo di vita marina, offre uno spettacolo impareggiabile nelle poche giornate di bonaccia quando è possibile stazionare sotto le pareti a strapiombo, che entrano sott'acqua con la medesima pendenza. Il fondo passa quasi subito a 40 metri e, allontanandosi di qualche decina di metri dalla parete, arriva alla sabbia dei 50/60 metri. Offre spettacolari immersioni. Tutta questa zona, accessibile solo ed esclusivamente via mare, è meta dei diportisti provenienti da Porto Pino e dal vicino Portu Tramatzu e porto di Teulada, nei periodi (estivi) in cui è possibile transitare. Appena dopo le pareti verticali di Capo Teulada, verso est, si trova Cala Galera (o Galeotta, nelle antiche carte), dalle alte pareti e ridossata totalmente dal maestrale, quindi una successione di pareti e punte (la grande Punta di Levante) che, abbassandosi d'altezza, ritorna al livello del mare nella straordinaria spiaggia bianca di Porto Zafferano, impareggiabile gioiello, che deve il suo nome attuale probabilmente al colore che assume la battigia in virtù dei frammenti di corallo e conchiglie, molto abbondanti (nelle antiche carte è chiamata Cala Brigantina, nome che nelle carte moderne è attribuito ad una piccola cala a Sud). La spiaggia finisce con Punta Zafferano, sormontata da un'antica torre costiera. Consultando una qualsiasi carta (o, meglio, le foto satellitari), è facile constatare che P.Zafferano dista poche centinaia di metri da P.Cogolidus in linea d'aria, essendo uno stretto e basso istmo dunoso (non propriamente un tombolo ma quasi) che rende il grande Capo Teulada quasi un'isola. Per questo motivo P.Zafferano, pur non lontanissimo in linea d'aria (poco più che la punta di Cala Piombo), si raggiunge da Porto Pino solo dopo una navigazione di almeno 9,20 miglia nautiche (in pratica, il doppio!), essendoci la necessità di aggirare completamente l'intero Capo Teulada. Davanti alla spiaggia di P.Zafferano, su un fondale di -23 metri, giace su un fondale sabbioso il noto relitto della motonave "Dino", affondanto negli anni '70 del XX secolo e frequentato - quando possibile - luogo d'immersione, citato in tutti i libri sull'argomento.Al largo di S.Antioco: le isole La Vacca e Il Toro
A 11.2 miglia nautiche in linea retta dalla spiaggia di Porto Pino e a più di 6 miglia dall'isola di S.Antioco si trova la remota isoletta de Il Toro, di nuda roccia vulcanica (di tipo rioliti e daciti), alta circa 112 metri, quasi del tutto priva di vegetazione ma dai fondali (che raggiungono abbastanza bruscamente quote di 50 metri e oltre) ancora abbastanza ricchi di vita e di pesce (ottimi per la pesca di tutti i tipi e per immersioni subacquee). Un vecchio fanale sulla sommità, non più in uso da decenni (malgrado sulle carte nautiche sia segnato come operante) e la sua scalinata di pietra sono le uniche tracce dell'uomo. Nell'isola nidifica una colonia di Falchi della Regina. L'isola La Vacca, più grande, dista invece circa 6 miglia e si trova a poco più di un miglio da Capo Sperone, la punta meridionale dell'isola di S.Antioco, facilmente raggiungibile anche da Porto Pino. Non ha approdi diretti, salvo un vecchio molo di muratura in rovina, con una scalinata che porta sulla sommità. Composta da rocce andesitiche basaltiche e porfidi (e per questo alquanto simile alla zona di Cala Piombo, come impatto visivo), meno "nuda" del Toro, è altrettanto disabitata, salvo le numerose colonie di uccelli (in prevalenza cormorani). I fondali in prossimità dell'isola sono di modesta profondità (una ventina di metri) ed estremamente battuti dai pescatori. Sulla punta de La Vacca si trova anche lo scoglio de Il Vitello, di modestissime dimensioni, separato dall'isola da un basso fondale.Il canale e gli stagni
Il canale - Foce naturale del complesso di stagni di Porto Pino, nella prima metà del XX secolo ha subito (come tutto il complesso di stagni) delle serie modifiche rispetto al suo corso naturale; è da sempre usato per l'ormeggio delle barche da pesca e dai diportisti. Sfocia delimitato da un molo di pietra (il "primo molo") ma tende a riempirsi di sabbia, rendendo necessaria circa ogni decina d'anni una certa manutenzione (dragaggio) per ripristinare un fondale compatibile col pescaggio delle motobarche da pesca. Dal 2004 è oggetto di una grande opera di riqualificazione, che ha portato al completo banchinamento delle rive, alla costruzione di un ponte pedonale (più avanti è presente il ponte carrabile costruito negli anni '80) e in futuro (estate 2011; annuncio ufficiale dato nel marzo 2010) alla costruzione di una scogliera frangiflutti esterna (posta perpendicolarmente alla bocca del canale) con lo scopo di smorzare i marosi di libeccio durante l'inverno e proteggere quindi il canale e le barche ormeggiate.Gli stagni - Sono una componente fondamentale di Porto Pino e formano un complesso di zone umide di rilevanza regionale. Stagno di Maestrale, Is Brebeis, Porto Pino, Stagno del Corvo hanno una profondità che raramente supera il metro e sono concessione di una cooperativa di pescatori. Il ricambio d'acqua è garantito da un complesso di paratie che favoriscono i naturali (modesti) cicli di marea tra canale e stagno e, soprattutto, dall'opera attiva di un'idrovora elettrica. Gli stagni fungono anche da primo bacino per la salina di stato di Sant'Antioco, verso cui l'acqua viene pompata da condotte sotterranee. Gli stagni sono un ecosistema umido importante grazie alla presenza di varie specie di uccelli (fenicotteri rosa, folaghe, cavalieri d'Italia, aironi, garzette egrette, piro piro piccolo) ed un caratteristico ambiente vegetale (la caratteristica e ben riconoscibile salicornia, che cresce ovunque, lungo le rive).
Sant'Anna Arresi
A 6 KM dal mare di Portopino si trova il comune di Sant'Anna Arresi, di circa 2700 abitanti, cui Porto Pino (inteso come nuclei abitativi, prima spiaggia e part della seconda etc.) appartiene. Punto di riferimento per gli abitanti e i villeggianti di Porto Pino per la presenza di servizi e negozi, reca importante tracce archeologiche importanti, tra cui una fonte nuragica, il caratteristico e famoso nuraghe che sorge al centro dell'abitato, accanto alla chiesa di Sant'Anna, il villaggio nuragico di Coi Casu e vari nuraghi sulle colline retrostanti. La piazzetta del nuraghe è salita alla ribalta internazionale perchè ospita da quasi 20 anni l'iportante festival Jazz Ai confini tra Sardegna e Jazz, che ha ospitato alcuni tra i più importanti jazzisti a livello mondiale (D.Gillespie, M.Petrucciani, P.Metheny, O.Coleman e tanti altri) e che ogni anno attira turisti e villeggianti a Porto Pino e dintorni.
Numeri di telefono e indirizzi utili di Porto Pino e Sant'Anna Arresi
Comune
Piazza Aldo Moro, 1 - 09010 Sant'Anna Arresi - CI (ex CA) - 0781/96691
Carabinieri
0781-964022 (stazione di Giba)
Associazione volontari soccorso
Via Cagliari, 24 - 0781-966581
Guardia medica turistica
Piazza Aldo Moro - 0781-966265
Associazione Culturale Punta Giara
Piazza Martiri, 5 - 09010 - 0781/966861
www.santannarresijazz.it
www.santannarresijazz.it
Pro Loco
Via C.Battisti, 4 - 0781-966757
Camping Sardegna
Porto Pino, prima spiaggia - 0781967013
sito ufficiale del camping || la pagina sul camping in questo sito
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Diving
Centro Immersioni subacquee Porto Pino, di Roberto Corridori
Corsi sub PADI, immersioni guidate
Via del Mare, loc. Porto Pino - S.Anna Arresi (CI)
robbypadi@tiscali.it | telefono: 347.1884601
visualizza in Google Maps | ingresso del diving in Street View
Corsi sub PADI, immersioni guidate
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robbypadi@tiscali.it | telefono: 347.1884601
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Diving
Diving Blue Waterworld S.r.l.
Corsi sub PADI, immersioni guidate
Via della Peschiera 5, loc. Porto Pino, S.Anna Arresi, 09010 (CI)
Sito di Blue WaterWorld
Numeri telefonici »
:: Valentina Mannelli: 320.8020775 - 392.6827022
:: Nicola Floris: 393.1233587
Corsi sub PADI, immersioni guidate
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Hotel Cala dei Pini, Porto Pino
www.cortehotels.it | 0781-967014
Hotel Le Palme, S.Anna Arresi
www.cortehotels.it | 0781-965006
Hotel Punta Giara, S.Anna Arresi
www.hotelpuntagiara.it | 0781-966105
Bed & Breakfast Gli Ulivi
www.bbgliulivi.com/ | 331.2872470

























